Il ritorno del Re

il ritorno di Gesรน

Territori occupati


La storia di ogni tempo e paese รจ piena di casi in cui potenze ostili ed aggressive invadono ed occupano territori e nazioni che appartengono di diritto ai loro abitanti sui quali ne avrebbero la legittima sovranitร . "Territori occupati" รจ un termine specifico del diritto internazionale. รˆ considerato territorio occupato un terreno che รจ effettivamente posto sotto l'autoritร  di un esercito ostile. Le popolazioni di questi territori occupati ne vengono cosรฌ sfruttate ed oppresse. Benchรฉ non siano rari i casi in cui queste stesse popolazioni si adattino, loro malgrado, ai loro padroni, diventandone servi, si auspica e si saluta il giorno in cui saranno liberate e su di esse tornerร  a regnare il loro legittimo sovrano.
Non desidero ora entrare nel merito o discutere casi particolari che semplifichino il concetto di “territori occupati”. Desidero usare questo come un’illustrazione di una realtร  spirituale che ci riguarda tutti. Il Salmo 24 dice: “Al SIGNORE appartiene la terra e tutto quel che รจ in essa, il mondo e i suoi abitanti” . Dio รจ il legittimo sovrano del mondo e di tutti noi. Egli ci ha creato e a Lui apparteniamo. Dopo che, perรฒ, l’umanitร  (ciascuno di noi incluso) si รจ ribellata alla legittima sovranitร  di Dio, pensando di conquistarsi la libertร , essa รจ diventata un “territorio occupato” di colui che la Scrittura chiama “il principe di questo mondo”, il quale guida le forze spirituali della malvagitร  che causano morte e distruzione.
Dio, perรฒ, ha iniziato e porta avanti una dura “lotta di liberazione” in Cristo, per restituire il mondo al suo legittimo sovrano e liberare le vittime dell’usurpatore. Ai cristiani di Efeso l’apostolo Paolo scrive: “Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli” (Efesini 2:1-2).  

Il testo biblico

L’inizio di questa “lotta di liberazione” รจ narrata dal testo biblico che ci parla dell’inizio dell’attivitร  di Gesรน di Nazareth in Galilea, Colui che Giovanni il battezzatore aveva indicato come il Re messianico, il Salvatore del mondo, che viene a reclamare quel che รจ Suo di diritto. Ascoltiamo questo testo come lo troviamo in Matteo 4:12-23.
"Gesรน, udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirรฒ in Galilea. E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, cittร  sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali, affinchรฉ si adempisse quello che era stato detto dal profeta Isaia: «Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, di lร  dal Giordano, la Galilea dei pagani, il popolo che stava nelle tenebre, ha visto una gran luce; su quelli che erano nella contrada e nell'ombra della morte una luce si รจ levata». Da quel tempo Gesรน cominciรฒ a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perchรฉ il regno dei cieli รจ vicino». Mentre camminava lungo il mare della Galilea, Gesรน vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perchรฉ erano pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me e vi farรฒ pescatori di uomini». Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. Passato oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, i quali nella barca con Zebedeo, loro padre, rassettavano le reti; e li chiamรฒ. Essi, lasciando subito la barca e il padre loro, lo seguirono. Gesรน andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermitร  tra il popolo”. 

Un popolo che aveva perduto la sua libertร 

Israele doveva essere, in quanto nazione, espressione e testimonianza storica del Regno di Dio, vale a dire un popolo completamente consacrato ed in comunione con il Dio vero e vivente, che impostava tutta la sua vita, a livello personale e sociale, secondo la legge rivelata di Dio. Al tempo dell’Esodo, Mosรจ aveva loro detto: "Ecco, io vi ho insegnato leggi e prescrizioni, come il SIGNORE, il mio Dio, mi ha ordinato, perchรฉ le mettiate in pratica nel paese nel quale vi accingete a entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque e le metterete in pratica, perchรฉ quella sarร  la vostra sapienza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: «Questa grande nazione รจ il solo popolo savio e intelligente!»" (Deuteronomio 4:5-6).
Altri popoli avrebbero dovuto essere attratti dalla saggezza di Israele, desiderare conoscere il Dio vero e vivente per seguire le Sue vie. Quante volte, perรฒ, era avvenuto l’opposto,  inconsapevole dei tesori a sua disposizione, Israele si sarebbe lasciato attrarre dai costumi dei pagani e, compromettendo cosรฌ la sua testimonianza, identitร  e vocazione, avrebbe “invitato” degli stranieri a dominare su se stesso, e ne sarebbe stato sfruttato ed oppresso. Israele sarebbe cosรฌ diventato “una nazione occupata” non solo politicamente, ma anche spiritualmente. Da espressione del regno di Dio, sarebbero divenuti essi stessi una “succursale” del regno iniquo degli uomini.
Questa era pure la situazione al tempo di Gesรน, Israele era un territorio occupato. Dopo la scomparsa del regno davidico, infatti, la terra di Israele era stata sottoposta a successive dominazioni straniere: quella persiana, quella ellenistica e poi quella romana. Era continuato per un po’ ad esistere “Il Regno di Giuda” (chiamato abitualmente Giudea, con Gerusalemme come capitale), ma era passato gradualmente sotto il controllo romano dopo che, intorno al 130 a. C. i romani furono "invitati" dalla tribรน regnante dei Maccabei. Da allora, di fatto, il regno era diventato uno stato vassallo. Diversi territori della Palestina erano pure stati frazionati ed erano passati sotto diretta amministrazione romana. Le turbolenze politiche, perรฒ, erano rimaste costanti e in gran parte dovute a motivi religiosi di conflitto tra Ebrei e Romani. La popolazione israelita, infatti, tentรฒ di ribellarsi a piรน riprese al potere romano, ad esempio con Giuda il Galileo nel 6 d.C. Le tentate insurrezioni e la guerra civile avrebbero portato nel 70 d.C. alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, al massacro di molti israeliti ed alla dispersione degli altri.
L’idea del “Regno di Dio”, pur coltivata e testimoniata a livello personale su scala ridotta da un numero limitato di fedeli, era rimasta una speranza legata al futuro e trionfante avvento del Messia. A dominare sulla maggior parte dei singoli e della societร , infatti, non era Dio, ma il Suo avversario ed usurpatore attraverso suoi servi, non solo pagani, ma anche quegli Israeliti che avevano compromesso e corrotto la loro fede, pregiudicandone la testimonianza. I giorni del Messia sarebbero perรฒ giunti e con Lui una nuova era. Spiritualmente le cose si sarebbero sviluppate in modo diverso dalle loro aspettative. 

L’alba di un nuovo giorno 

Gesรน cresce a Nazaret in Galilea, dove i suoi genitori si erano trasferiti poco dopo la sua nascita. La Galilea, territorio a nord di Gerusalemme, era delimitata a est dal fiume Giordano, che in questo tratto forma il Lago di Genezaret, detto anche lago di Tiberiade o mare di Galilea. Al tempo di Gesรน vi abitavano ancora queste antiche tribรน di Israele. Erano frammiste, perรฒ, a popolazioni pagane, ed esse, agli occhi dell'ortodossia giudaica di Gerusalemme, si erano contaminate con i popoli vicini.
Giovanni il Battezzatore, aveva preannunciato l’imminenza dell’alba di un giorno nuovo, chiamando a ravvedimento l’intero Israele. Diceva: «Ravvedetevi, perchรฉ il regno dei cieli รจ vicino». Egli non aveva esitato a denunciare pure l’infedeltร , la corruzione e le ingiustizie delle autoritร  civili e religiose di Israele. La sua attivitร  profetica, perรฒ, venne fatta bruscamente cessare con il suo imprigionamento e successiva esecuzione capitale. Quello che diceva, infatti, era diventato troppo “scomodo” e “i potenti” non l’avrebbero piรน tollerato. Gesรน aveva risposto all’appello di Giovanni e, Giovanni, Suo precursore ed araldo, aveva indicato ed identificato proprio in Lui, Gesรน di Nazareth, l’atteso Re messianico e l’“Agnello di Dio”. Il sole stava sorgendo e, con i suoi raggi, stava cominciando a dissipare le tenebre ed infondere speranza.
La missione di Giovanni poteva intendersi forse fallita con il suo imprigionamento? Certo che no: terminata sรฌ, ma non fallita. Non solo molti discepoli di Giovanni cominciano a seguire Gesรน, ma Gesรน iniziรฒ a manifestare con sempre maggior chiarezza la Sua identitร , benchรฉ non esattamente secondo i canoni che i Suoi contemporanei si attendevano.   

Un “ritiro” consapevole

Gesรน, perรฒ, dopo che Giovanni fu messo in prigione, “si ritira in Galilea”, come ci dice Matteo. Questa non รจ, perรฒ, per Lui, come si potrebbe supporre, la “misura prudenziale” di chi ritiene che in Giudea la Sua missione sarebbe stata “troppo pericolosa”. Non si tratta, per Lui, di una fuga, determinata dalla “paura”, nรฉ รจ un fatto solo “circostanziale”. Ogni cosa nella vita di Gesรน corrisponde a dei precisi propositi, quelli stabiliti da Dio. Tutto ciรฒ che Gesรน fa, come pure i Suoi spostamenti, ha un senso preciso. Quello รจ il punto di partenza piรน appropriato per il Suo ministero, la Sua missione. Ecco cosรฌ che Gesรน trasferisce la sua residenza da Nazaret a Capernaum, “cittร  sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali”, facendone, per cosรฌ dire, il Suo “quartiere generale”.
La Galilea รจ la terra dove convivevano sia Israeliti che altre genti e la Sua luce si leva (questo fatto รจ di rilevanza profetica) su entrambi. Gesรน, infatti, non รจ solo il Salvatore degli ebrei, ma anche “del mondo”, delle altre genti. Ebrei e non ebrei, infatti, vivono nelle tenebre del peccato che li domina e li opprime in diverse maniere. La loro รจ “una contrada” che vive “nell’ombra della morte”. Si tratta di ciรฒ che aveva espresso anticamente in profeta Isaia in un altro contesto, ma che Matteo, l’evangelista, considera espressione appropriata di quanto stava accadendo “...affinchรฉ si adempisse quello che era stato detto dal profeta Isaia: "Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, di lร  dal Giordano, la Galilea dei pagani, il popolo che stava nelle tenebre, ha visto una gran luce; su quelli che erano nella contrada e nell'ombra della morte una luce si รจ levata" (14-16).
E’ il messaggio che risuona nelle lettere dell’apostolo Paolo: "Ora perรฒ, indipendentemente dalla legge, รจ stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesรน Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'รจ distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio - ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che รจ in Cristo Gesรน. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, ... per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinchรฉ egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesรน. ... poichรฉ riteniamo che l'uomo รจ giustificato mediante la fede senza le opere della legge. Dio รจ forse soltanto il Dio dei Giudei? Non รจ egli anche il Dio degli altri popoli? Certo, รจ anche il Dio degli altri popoli, poichรฉ c'รจ un solo Dio, il quale giustificherร  il circonciso per fede, e l'incirconciso ugualmente per mezzo della fede." (Romani 3:21-30)

Regno e regni in concorrenza

Il messaggio di Gesรน, come ce lo sintetizza l’evangelista Matteo, รจ identico a quello di Giovanni: “Da quel tempo Gesรน cominciรฒ a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perchรฉ il regno dei cieli รจ vicino»”. L’accento, perรฒ, รจ diverso: se con Giovanni la realtร  di quel regno era prossima, ora con Gesรน sarebbe stata davvero “a portata di mano”, in Lui e con Lui, sviluppandosi in maniera irresistibile.
Che cos’รจ “il regno dei cieli”? Il regno dei cieli, sinonimo di “regno di Dio”, non indica il cosiddetto “aldilร ” oppure un luogo al di sopra delle nuvole o su qualche altro pianeta... ma dovunque e in chiunque Dio esercita incontrastato la Sua autoritร . รˆ il governo di Dio, quello che Egli esercita su singoli e comunitร  volentieri sottomesse a Lui come unico Signore della loro vita; singoli e comunitร  che sono in comunione con Lui ed ubbidiscono con fiducia alle Sue leggi. Essi conseguono cosรฌ quella shalom, quella pace, che identifica una vita realizzata ed in armonia con i suoi propositi originari.
Il nostro รจ un mondo di ribelli alla legittima sovranitร  di Dio, gente che vuole essere dio e legge a sรฉ stessa. Il nostro mondo (ed il cuore di chi lo abita) รจ, di fatto esso stesso, un “territorio occupato” da un usurpatore che lo domina con le proprie leggi. Queste leggi, contrapposte a quelle di Dio, non possono altro che creare ingiustizie ed abusi di ogni genere.
Il nostro mondo รจ un mondo, sottratto all’unico e legittimo Signore, รจ oppresso dalle lotte di potere di innumerevoli “signori” che vogliono prevalere gli uni sugli altri e che, cosรฌ facendo, lasciano dietro di sรฉ una scia impressionante di morti e di feriti, vittime delle loro ambizioni. Questi “signori” non sono solo chi domina le nazioni con maggiore o minore legittimitร . Questi “signori” non sono solo imperi, stati ed ideologie con i loro eserciti e polizie. Questi “signori” non sono solo gruppi economici, associazioni piรน o meno segrete,“mafie” e capibanda. Questi “signori” non sono solo le gerarchie di false religioni e sรฉtte che vogliono imporre il loro dominio sul mondo asservendo l’anima e il corpo. Questi “signori” sono pure tanti altri “signore e signori” che, dopo aver spodestato la legittima autoritร  di Dio sulla loro vita, fanno del loro egoismo, piaceri ed interessi la forza tirannica, dominante e determinante della vita loro e di quelli che stanno loro accanto.La gente di questo mondo si sottomette ed รจ sottomessa a molti opprimenti signori, ma chi segue il solo legittimo e giusto Signore puรฒ dire: "Poichรฉ, sebbene vi siano cosiddetti dรจi, sia in cielo sia in terra, come infatti ci sono molti dรจi e signori, tuttavia per noi c'รจ un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesรน Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo" (1 Corinzi 8:5-6). Se, infatti, Dio e il Suo Cristo non รจ il Signore che guida e determina la mia vita, assumo io stesso il ruolo di signore e tiranno e divento “l’usurpatore” che non potrร  che causare disastri senza fine, ingiustizie e sofferenze. รˆ certo che, perรฒ, che dopo aver trionfato per un po’, giungerร  alla fine solo a distruggere sรฉ stesso, o travolto da altri presunti “signori” o dalle proprie contraddizioni.
Un mondo dove Dio, legittimo Re e Sovrano, non regna con le Sue sante, giuste e buoni leggi, รจ il mondo dove sono scatenate le forze spirituali della malvagitร . Esse sembrano retribuire generosamente chi, illudendosi, le serve. Dato che perรฒ sanno che non potranno prevalere, cercano solo di rovinare e distruggere il piรน possibile tutti coloro, singoli e societร , sui quali riescono a mettere le mani. 

Un regno “diverso”

E’ in questo “territorio occupato” che giunge Gesรน di Nazareth annunciando, cosรฌ come faceva lo stesso Giovanni Battista, “Ravvedetevi perchรฉ il regno dei cieli รจ vicino”.
Il Regno di Dio รจ chiamato “Regno dei cieli” non solo secondo l’uso ebraico di usare “cielo” come sinonimo di Dio evitando di pronunciare cosรฌ il Suo nome. Esso รจ “regno dei cieli” perchรฉ il suo carattere รจ molto diverso da come dominano i regni di questo mondo. Una volta Gesรน disse ai Suoi discepoli: "Voi sapete che quelli che sono reputati prรฌncipi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi le sottomettono al loro dominio. Ma non รจ cosรฌ tra di voi; anzi, chiunque vorrร  essere grande fra voi, sarร  vostro servitore; e chiunque, tra di voi, vorrร  essere primo sarร  servo di tutti. Poichรฉ anche il Figlio dell'uomo non รจ venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti" (Marco 10:42-44).
Questo regno รจ “dei cieli”, non perchรฉ sia un’astrazione, perchรฉ sia limitato “all’aldilร ” e non debba o non possa essere qualcosa da stabilire molto concretamente in questo mondo. Esso ha caratteristiche molto diverse da quelle che sono tipiche dei regni di questo mondo. Lo ribadisce Gesรน di fronte al potente delegato dell’imperatore romano: "Pilato dunque rientrรฒ nel pretorio; chiamรฒ Gesรน e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesรน gli rispose: «Dici questo di tuo, oppure altri te l'hanno detto di me?» Pilato gli rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?». Gesรน rispose: «Il mio regno non รจ di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perchรฉ io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non รจ di qui». Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesรน rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della veritร . Chiunque รจ dalla veritร  ascolta la mia voce» (Giovanni 18:33-37).
Nel saggio “la signoria di Cristo e le sue implicazioni politiche”, Stephen C. Perks scrive:
“Parlare del Regno di Dio significa parlare di un ordinamento politico di Dio che si pone in netto contrasto alla politica dell’uomo. I cristiani nel mondo intero non sono semplicemente membri di varie nazioni che, nelle loro devozioni private, rendono culto allo stesso Dio. Se Cristo รจ veramente loro Signore e Re, essi costituiscono una nazione a pieno diritto, un popolo distinto, chiamato fuori e separato dai regni del mondo e nati dall’alto per fede in Cristo, per formare un altro regno con il proprio ordinamento. La forma di questo ordinamento รจ la monarchia assoluta. Indipendentemente dalle forme particolari di amministrazione rispetto alle quali la sovranitร  del Monarca รจ delegata ai Suoi ministri nelle diverse sfere della vita (ad es. famiglia, Chiesa, Stato), la nazione cristiana รจ governata da un Monarca assoluto la cui legge รจ immutabile, la cui giurisdizione รจ illimitata, e la cui volontร  ha valore ultimo. I Suoi ministri, o vice-reggenti, che governano sotto la Sua legge nei vari aspetti istituzionali della vita della Nazione, possono o non possono essere stati scelti mediante elezione, in dipendenza dalla natura dell’istituzione. Ciรฒ nonostante, coloro che vengono eletti, qualunque ne sia il mezzo, sono tenuti in modo assoluto a governare queste istituzioni sotto la volontร  di Dio com’รจ rivelata nella Sua Legge. Questo si applica non solo al governo della Chiesa, ma anche alla famiglia ed allo Stato. Nessun politico cristiano, scelto non importa come, o appartenente ad un qualsiasi partito politico, ha licenza di servire altri signori. Il loro Signore e leader non puรฒ essere altri che Cristo. Nel suo servizio in quanto politico, egli deve fedeltร  ed ubbidienza, assoluta ed inequivocabile, al Signore Gesรน Cristo”.
L’appello al ravvedimento

Il regno di Dio si manifesta dunque in Gesรน di Nazaret, il Re messianico, il Signore. Il regno di Dio si avvicina a noi in Lui e con Lui. Come tale Egli non “invita” ad entrare nel Suo regno, non implora di “aprirgli la porta del cuore” ed “accettarlo” (“poverino… fagli un favore”), ma Egli comanda, come un vero Re e Signore, anzi, come il Re dei re ed il Signore dei signori. Egli comanda e dice: “Ravvedetevi perchรฉ il regno dei cieli รจ vicino”.
Quelli di Gesรน sono imperativi, non “condizionali”. Egli non dice: “Se vuoi… se hai tempo… quando ti fa comodo… magari vieni dietro a me… non pretenderรฒ troppo da te… sbriga pure le altre tue faccende, e poi magari vieni … ti accoglierรฒ cosรฌ come sei … non pretenderรฒ nulla da te”! Questa รจ solo la pseudo-evangelizzazione che si sente spesso oggi, lo pseudo-vangelo che la nostra generazione sembra gradire piรน di qualsiasi altro, un falso vangelo.
Vediamo cosรฌ in questo stesso testo come Gesรน “Mentre camminava lungo il mare della Galilea, Gesรน vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare, perchรฉ erano pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me e vi farรฒ pescatori di uomini». Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. Passato oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello, i quali nella barca con Zebedeo, loro padre, rassettavano le reti; e li chiamรฒ. Essi, lasciando subito la barca e il padre loro, lo seguirono” (18-24).
“Venite”, Dio in Gesรน dice a coloro ai quali dall’eternitร  Egli ha scelto di concedere la Sua grazia, ed essi vengono, subito ed irresistibilmente. Ai Suoi Gesรน dice: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v'ho costituiti perchรฉ andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinchรฉ tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia” (Giovanni 15:16). Non sarebbero andati dietro a Gesรน se essi non fossero stati prima scossi dallo Spirito Santo e liberati dalla loro indolenza ed egocentrismo, dai loro comodi e peccati favoriti. Essi sono chiamati da Gesรน che, per primo, impartisce loro la facoltร  di rispondergli favorevolmente. Quella che Gesรน impartisce รจ la forza abilitante che aveva fatto in modo che Lazzaro, morto, uscisse fuori dalla sua tomba e tornasse a vivere e a camminare. Gesรน infatti, "gridรฒ ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» Il morto uscรฌ, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesรน disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare»" (Giovanni 11:43-44). Noi non siamo meno morti e “puzzolenti” (nei nostri peccati) di quel Lazzaro, ma quando Cristo chiama i Suoi eletti, essi “sentono la forza tornare loro nelle gambe”, si alzano e “camminano”, “Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono. … Essi, lasciando subito la barca e il padre loro, lo seguirono”. Non hanno fatto domande, non hanno posto condizioni a Gesรน: hanno lasciato le loro cose e, con fiducia, hanno seguito Gesรน. E’ il miracolo della conversione che avviene ancora oggi e che si ripete, il vero miracolo. Era successo personalmente allo stesso evangelista Matteo: "Poi Gesรน, partito di lร , passando, vide un uomo chiamato Matteo, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli, alzatosi, lo seguรฌ" (Matteo 9:9).
Gesรน “passa” (ancora oggi) e dice: «Ravvedetevi, perchรฉ il regno dei cieli รจ vicino». Abbandonate i vostri idoli e i vostri signori, e dร  loro nel contempo la forza per strapparli dalle loro grinfie ed abbandonarli senza rimpianti. Ravvedetevi: li avete serviti per fin troppo tempo: che cosa veramente ne avete guadagnato? Venite dall’unico legittimo Signore del cielo e della terra che giammai vi deluderร . E’ vostro preciso dovere sottomettervi a Lui. Se non lo fate ora quando viene a voi nella Sua grazia, sarete costretti a piegarvi di fronte al Suo giudizio e la Sua ira. Che ci piaccia o no sentirlo, il ribelle allora: "...egli pure berrร  il vino dell'ira di Dio versato puro nel calice della sua ira; e sarร  tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all'Agnello" (Apocalisse 14:10).
Quali sono gli idoli ed i “signori” dai quali Gesรน, che vi chiama ancora oggi, vuole e puรฒ liberarvi? Se non li abbandonate oggi, essi saranno un giorno la vostra rovina. 

Conclusione

 Ed ecco cosรฌ, al termine del nostro testo, che: “Gesรน andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermitร  tra il popolo”.
Gesรน non ha smesso oggi di farlo attraverso coloro che Gli appartengono e lo servono “ripescando” i perduti attraverso l’annuncio dell’Evangelo che chiama al ravvedimento dal peccato e dalla ribellione (il “vangelo del regno”) e testimoniando con la loro vita uno stile di vita in sintonia con Colui che liberava e libera da ogni malattia ed infermitร , di cui quella spirituale รจ la prima.
Il nostro mondo รจ un mondo, sottratto all’unico e legittimo Signore, รจ oppresso dalle lotte di potere di innumerevoli “signori” che vogliono prevalere gli uni sugli altri e che, cosรฌ facendo, lasciano dietro di sรฉ una scia impressionante di morti e di feriti, vittime delle loro ambizioni. Esso sarร  restituito al suo legittimo Signore, Dio in Cristo che un giorno, come ha promesso, tornerร , per far piazza pulita da ogni residua opposizione. Il libro dell’Apocalisse dice: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perchรฉ giudica e combatte con giustizia” (Apocalisse 19:11)
Colui che aspettiamo, fedelmente completerร  l’opera che ha iniziato a fare, nel mondo ed in ciascuno di coloro che Gli appartengono.

di Paolo Castellina


 

"E dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti lo rapiscono."
 (Matteo 11:12)



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