Uscire dall'omosessualità




PREMESSA
 
Poichè uno degli articoli più letti è stato "OMOSESSUALITÀ: DESTINO O LIBERA SCELTA?", ritengo possa essere di aiuto analizzare ancora meglio questo problema, uno dei peggiori attacchi da parte di satana. 
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 Siamo oggi sottoposti, in ogni ambiente, ad un intenso battage teso a far sì che anche nella chiesa cristiana si accetti ed si approvi l’omosessualità come uno stile di vita e una preferenza sessuale al pari di ogni altra. Coloro che, su base morale o religiosa, vi si oppongono, vengono di solito dipinti come ignoranti bigotti e razzisti, degli "omofobi", portatori di pregiudizi superati.

Sebbene sia vero che nel mondo sono esistite ed esistono persone che odiano gli omosessuali, ogni cristiano che sia veramente tale non odia gli omosessuali così come non odia nessun'altra persona. Secondo gli insegnamenti di Cristo non è mai ammissibile la calunnia, la derisione, la violenza e l’odio né verso l’omosessuale, né verso chiunque altro.

Sebbene un cristiano abbia il dovere di trattare l’omosessuale come ogni altra persona, egli deve comunque essere biblicamente onesto con lui.



Ai primordi dell’umanità, Dio crea un uomo ed una donna. Non crea due uomini, o due donne. La creazione di un uomo e di una donna per essere marito e moglie è il modello o paradigma di base di ogni rapporto approvato da Dio e secondo natura.

Gesù stesso cita questo modello (Genesi 2:24) quando spiega che poligamia e divorzio sono condannati da Dio. Allo stesso modo, Dio disapprova ogni attività sessuale al di fuori del matrimonio monogamo ed eterosessuale: i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, i rapporti omosessuali, l’adulterio, e così via. 

 
“Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna” (Lev. 18:22). 

"Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti, essendo ripieni d’ogni ingiustizia fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa frode, malignità" (ROMANI 1: 26-27-28) 
 
"Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio."
(1 CORINZI 6: 9-10)

  
"Or noi sappiamo che la legge è buona, se uno la usa legittimamente; sapendo questo, che la legge non è stata istituita per il giusto, ma per gli empi e i ribelli, per i malvagi e i peccatori, per gli scellerati e i profani, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per gli omosessuali per i rapitori, per i falsi, per gli spergiuri, e per qualsiasi altra cosa contraria alla sana dottrina.(1 TIMOTEO 1: 8-10)

Molti omosessuali dicono: “Io sono nato omosessuale – Dio mi ha fatto così. Quindi, i miei pensieri, desideri, e stile di vita, devono essere riconosciuti”. Se vi sono delle persone che nascono con una predisposizione verso il comportamento omosessuale, questo davanti a Dio non ne giustifica la pratica.
 

Tutti gli esseri umani nascono con una disposizione al peccato. Il primo uomo, Adamo, fu il capostipite della razza umana. Da quando egli preferì il peccato a Dio, ogni persona nasce con quella stessa natura. È sbagliato dire: “Dio mi ha creato così”, perché il peccato non ha preso origine da Dio, ma dall’uomo.

Il fatto che ogni essere umano nasca con un orientamento o propensione verso il peccato, non giustifica quei desideri o comportamenti. La Bibbia dice che tutti nascono bugiardi (cfr. Salmo 58:3), eppure essa dice che la menzogna è un peccato (cfr. Esodo 20:16; Deuteronomio 5:20), e che i bugiardi non entreranno nel regno di Dio (cfr. Apocalisse 21:27).
L’argomentazione che la tendenza all’omosessualità la renda in qualche modo accettabile a Dio, potrebbe essere usata per giustificare qualsiasi altro comportamento. Questo ragionamento distrugge la responsabilità personale e priva di significato ogni comandamento di Dio. Tutti dovranno rendere conto di sé stessi a Dio per ogni loro pensiero, parola ed azione, indipendentemente dal loro “orientamento” di fondo. Accusare Dio di avere impresso in noi una certa tendenza e che per questo sia inevitabile, potrà forse far sentire meglio qualcuno, ma non reggerà di fronte al giudizio di Dio (cfr. 1 Corinzi 6:9-10; Apocalisse 21:27).
 
La Bibbia, inoltre, dice chiaramente che Dio non tenta l’uomo. È dalle proprie passioni che uomini e donne vengono sospinti:

“Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno. Ciascuno invece è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. Poi quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte” (Giacomo 1:13-15).
 
OMOSSESSUALI SI NASCE O SI DIVENTA?



Ciascuna delle 300 milioni di cellule che compongono il nostro corpo contiene dei cromosomi nei quali c'è scritto, o "maschio" (XY) oppure "femmina" (XX). A eccezione di rarissime anomalie cromosomiche, questo dato è fisso e inalterabile. Non c'è nulla di più tragico del cosiddetto "transessuale" - peggio ancora, chi si è fatto fare un intervento chirurgico irreversibile per apparire femmina, quando per la natura e per Dio rimane irrevocabilmente maschio, o viceversa.
Alcuni hanno ipotizzato che certi fattori biologici come la concentrazione di ormoni possano determinare gli orientamenti sessuali, ma queste idee non hanno trovato conferma.

La teoria che "si nasce omosessuali", se da una parte serve ad anestetizzare la coscienza di chi vuole restare così, dall'altra distrugge la speranza di chi vuole uscirne. Esistono moltissime testimonianze di persone che, a un certo punto della loro vita, hanno cercato e trovato liberazione da quella che consideravano, per sentito dire, una condizione irreversibile, e che oggi vivono con gioia la loro vita.

Lo psicoterapeuta Joseph Nicolosi scrive: “Nasciamo tutti eterosessuali, però sappiamo quanto l'immagine che abbiamo di noi stessi influenzi il nostro comportamento e, naturalmente, ciò vale in particolare per i giovani. Ora qualcuno obietterà: «Già nell'antica Grecia c'erano omosessuali...» Sbagliato. C'erano persone con un comportamento omosessuale, ma non erano «nati omosessuali». L'idea dell'identità omosessuale risale solo a circa cento anni fa. Si tratta di un concetto politico, che si sottrae ad ogni fondamento psicologico. Colin Cook, un ex-omosessuale, descrisse così questo fatto: «La nostra eterosessualità giace sepolta sotto mille paure»”. 

Lui Ha un Progetto e una Scopo per la Mia Vita



Testimonianza di Mabel Sim (una ragazza cinese)
Pubblicata sul sito EXODUS Global Alliance
 
Sono cresciuta in una famiglia buddista. Come per la maggior parte dei cinesi, la mia famiglia è prevalentemente buddista e taoista. Ho frequentato la scuola domenicale di istruzione religiosa buddista e mi sono laureata a Colombo, Sri Lanka, in studi buddisti avendo in progetto di diventare insegnante di questa disciplina.
Gli insegnamenti buddisti hanno instillato in me la credenza che la mia nascita fosse il risultato delle mie azioni in una vita passata. Inoltre, ero convinta che la mia vita attuale sarebbe stata guidata dall’altruismo e da opere caritative. Credevo di essere l’artefice del mio destino e che quel destino sarebbe dipeso dalle mie azioni presenti e passate. Credevo che avrei raccolto ciò che avevo seminato.
Fino all’età di 10 anni venivo regolarmente picchiata e rinchiusa in una stanza da mio padre. Questo accadeva presumibilmente perché ero cattiva e maliziosa, ma in realtà non ero diversa da ogni altra bambina piena di energie. Non mi veniva data alcuna spiegazione di quelle punizioni. I miei parenti mi minacciavano costantemente: “se non ascolti" o "se sei cattiva, lo diremo a tuo padre!" Tutto questo mi fatto sviluppare una profonda e radicata paura di mio padre.
Mia madre lavorava. Era disponibile e cordiale verso parenti e amici, ma era distante da me. Ogni volta che le botte di mio padre finivano, lei e mia nonna paterna, che viveva con noi, si comportavano come se nulla fosse accaduto. E così la vita continuava.
Sono cresciuta con moltissime ferite emotive racchiuse dentro di me. Sono stata presa in giro, etichettata e chiamata “maschiaccio”. Non ho mai ha colto l'occasione per esprimere me stessa perché i miei pensieri sembravano non avere importanza. Venivo picchiata se avevo ragione, se avevo torto o se restavo indifferente.
Alla fine, cominciai a diventare insensibile al dolore e mi chiedevo: “Chi sono? A cosa serve fare la cosa giusta o cercare di avere rapporti con le persone?” Giunsi alla conclusione che c’era qualcosa che non andava in me o che dovevo essere nata diversa a causa delle mie azioni nelle mie vite passate.
La mia attrazione verso le ragazze è iniziata quando avevo circa 9 anni. Durante l’adolescenza ho lottato molto ed ero molto confusa riguardo la mia identità sessuale. Mi sentivo diversa dalle mie compagne di scuola. Frequentare una scuola di sole femmine accresceva le opportunità di essere attratta da altre ragazze. Ho scoperto presto che avrei potuto ottenere la loro attenzione eccellendo nello sport. Desideravo fortemente qualcuno che riempisse il vuoto nella mia vita – che mi facesse sentire importante, desiderata ed amata. Tuttavia, non ho messo in pratica i miei desideri perché avevo troppo paura di rivelarli in un luogo in cui tali sentimenti erano tabù. Ho nascosto i miei sentimenti per paura che qualcuno mi chiamasse lesbica.
In seguito ho cercato di essere “normale” uscendo con ragazzi e comportandomi come le altre ragazze. Contemporaneamente cercavo risposte negli insegnamenti buddhisti, nei libri di psicologia e in altri scritti su argomenti correlati all’omosessualità.
Più cercavo di essere “normale” più mi convincevo di essere nata per essere diversa. Finalmente ho iniziato a sentire di avere “trovato il mio posto” quando sono diventata amica di un’attraente ragazza della mia classe. Quando la scuola finì la nostra amicizia diventò ancora più forte. Lei mi ha anche accompagnata quando mi sono trasferita a Londra per continuare gli studi.
Nella mia solitudine ho iniziato a cercare risposte per la mia vita. Guardavo film, leggevo e ascoltavo alla radio talk show che incoraggiavano lo stile di vita omosessuale. Il messaggio che ho ricevuto è stato che l'omosessualità era solo uno stile di vita alternativo - perfettamente accettabile in un paese libero.
La mia amica ed io siamo andate a vivere insieme dopo il mio ritorno a Singapore. Ho trovato un buon lavoro e pensavo di essere "arrivata". Viaggiavo in business class, mangiavo del buon cibo, bevevo dell’ottimo vino e avevo trovato la “ragazza dei miei sogni". Lei mi faceva sentire amata e desiderata. Cucinava per me e pensava alle compere mentre le facevo da “protettrice”. Dipendevamo così tanto l’una dall’altra che non riuscivamo a funzionare da sole come individui. Ogni azione era controllata dal pensiero di come l'altra avrebbe reagito. Anche se lei aveva un ruolo dominante, riuscivo ad accettarla…Pensavo fosse quello il significato delle parole impegno e lealtà.
Ma il sogno si è infranto. Dopo 15 anni mi ha tradita, lasciandomi per un'altra donna – un’amica comune. Avevo dei sospetti ma lei aveva negato qualsiasi coinvolgimento con altre donne, ed io avevo scelto di crederle. E 'stato un terribile shock per me quando finalmente hanno confessato.
Pensai che la mia vita si era conclusa lì, quel giorno. Non potevo immaginare che una persona a cui tenevo così tanto potesse abbandonarmi così. La mia vita arrivò a un punto morto. Non riuscii a dormire e a lavorare per molti mesi. La perdita di appetito portò a una perdita di peso di dodici libbre nelle prime tre settimane. I mesi successivi sono stati molto dolorosi e non avevano nessun significato per me. Oltre a questo, ho subito una perdita finanziaria nella mia attività. Era come se il mio cuore fosse stato pugnalato ripetutamente con un coltello affilato.
Nel mese di settembre ho accettato l'invito a scattare alcune fotografie al battesimo di un mio amico. Era una cerimonia cristiana e quindi non mi era familiare. Il canto, la danza e i battimani non mi interessavano, e mi sentivo piuttosto annoiata. Tuttavia riuscivo a provare un senso di pace in quella chiesa. Durante il culto ho sentito il tocco di qualcosa che mi ha scossa e mi ha fatto emettere un grido. In un primo tempo ho pensato che fosse l'aria condizionata (!) ma poi ho sentito una sensazione di pace e di gioia che scorreva dentro di me. Dopo il servizio ho afferrato una tazza di tè caldo per ricompormi, prima di incamminarmi verso la mia auto. Appena sono salita in macchina sono scoppiata a piangere; ho immediatamente chiamato una mia amica e le ho detto: “Credo che lo Spirito Santo mi abbia toccata!” Poi, mentre guidavo mi sono rivolta al Signore e ho detto: "Signore! Ti dono la mia vita”. A quel tempo non sapevo che cosa significasse donare la propria vita a Dio, né comprendevo Chi o Cosa fosse lo Spirito Santo, ma pensavo: “deve essere uno spirito buono”. A partire da quella notte ho dormito bene perché chiedevo allo Spirito Santo di aiutarmi a dormire.
Quel tocco non mutò il mio orientamento sessuale né rimosse il mio profondo dolore. In realtà, semmai, divenni molto confusa per ciò che stava accadendo. Mi sono confidata con una mia amica cristiana; discutendo con lei, sostenevo che la Bibbia doveva essere modernizzata per riflettere i tempi attuali. Le dissi che in alcune località del mondo esistevano chiese e pastori gay, anche se di solito non sentivamo parlare di queste cose a Singapore.
Poi ho iniziato a frequentare un gruppo ma mi sentivo completamente fuori luogo. "Chi può capirmi?" Pensavo. "Anche se dovesserro capirmi, cercheranno probabilmente di martellarmi con i versetti della Bibbia ma io non ho bisogno di questo. Sono in grado di leggerli e comprenderli da sola”. Tuttavia, ogni volta che pensavo seriamente di lasciare il gruppo mi sentivo inquieta.
Un anno dopo, una domenica di dicembre, ho letto in chiesa una recensione concernente un celebre pastore che avrebbe tenuto un discorso quel giorno. Questo pastore, Sy Rogers, era stato precedentemente un omosessuale e un travestito. Pensai "Dio, sapevi esattamente quando far venire qui questa persona a parlare”. Ma pensai anche "Lui non capirà il mio problema; non è la stessa cosa”.
Mentre Sy Rogers parlava, pensavo che sembrava una persona affabile e aperta ad altri punti di vista. Durante i giorni seguenti mi trovai ad affrontare un dilemma - chiamare o non chiamare. Volevo parlare con lui e sentire ciò che aveva da dire in merito ai miei problemi. Infine, chiamai. Una signora rispose e disse che esisteva aiuto per coloro che lottano con l'omosessualità. Sono andata a sentire ciò che avevano da dire perché stavo malissimo e perché mi sentivo tanto confusa e infelice. E’ così che ho iniziato la consulenza e ho aderito a un gruppo di sostegno. Tra l'altro, Sy Rogers iniziò proprio allora il ministero Exodus, SCELTE, per le persone di Singapore con ferite nella sfera emotiva e sessuale.
Il periodo iniziale di consulenza e la frequenza dei gruppi di sostegno è stato angosciante. A volte sentivo di voler rinunciare. Sentivo che per me era impossibile cambiare e a volte nessuna delle cose che facevo per migliorare aveva senso. Uscire fuori dalla mia “zona confortevole” era estremamente difficile. Ero abituata a soddisfare il mio desiderio di un tangibile, caldo e affettuoso tocco di un'altra donna tramite rapporti lesbici. Imparare a soddisfare miei bisogni in modo sano e non sessuale è stato molto difficile. Ho sperimentato diversi successi quando mi sentivo abbastanza bene ma ho avuto anche molte battute d'arresto e fallimenti quando il dolore era intenso. Durante tutto questo periodo Dio mi ha donato momenti di rassicurazione e di ristoro.
Poi arrivò finalmente il tempo in cui il Signore  rimosse il dolore lacerante che avevo provato fino ad allora per la mia ex fidanzata. In precedenza, il solo pensiero di lei o della rottura faceva scattare il dolore. Ora capisco che la mancanza di un legame materno, nonché il negativo modello maschile e la mancanza di affermazione da parte di mio padre sono stati alla radice della mia lotta. Ciò non significa che incolpi i miei genitori. Significa che ora sono in grado di stare a testa alta e di accettarmi. Per la Grazia di Dio, i miei genitori sono stati battezzati con me due anni più tardi.
In retrospettiva, tutto sembra un miracolo. E’ grandioso sapere che esiste la possibilità di guarire le ferite profonde che abbiamo dentro. Lentamente ma inesorabilmente, la mia mentalità cambiava mentre imparavo a sostituire le mie abitudini sbagliate, a restare in contatto con le mie emozioni ritrovate dopo tanto tempo e ad esprimerle. Mi rendo conto che Dio è entrato nella mia vita quando gliel’ho chiesto per la prima volta, e questo gli ha permesso di compiere il suo lavoro nella mia vita infelice. E vero, Egli ha un fantastico progetto e una scopo per la mia vita. 
 
ALCUNI  INDICATORI PER SEGUIRE GESÙ


  • E' una via stretta e non sempre l'opzione più facile. Scegli di seguire Cristo per ciò che ha compiuto sulla croce e non per quel che Egli potrebbe fare per te nel futuro.
  • Radice dell'orientamento omosessuale è spesso una bassa immagine di sé stessi ed il desiderio di essere differenti, il che spesso incoraggia il perfezionismo. I perfezionisti potrebbero esigere un cambiamento totale dell'orientamento omosessuale e respingere la fede cristiana se questo non avviene. Uno dei problemi più grandi che devi affrontare, quindi, è la mancanza di stima per te stesso, manifestata in un modo o in un altro, che sembra essere la radice principale dello sviluppo dell'omosessualità, cioè non la causa, ma il risultato. Scoprirai il valore che noi abbiamo attraverso il Signore Gesù quando apprenderai a ricevere il Suo amore e Lo vedrai usarti per dare amore agli altri, qualunque siano i tuoi sentimenti o situazioni. Dio ti userà non "nonostante quel che sei", ma "per quel che sei".
  • Ricevi l'amore ed il perdono di Dio. Dì a Dio quali sono i tuoi sentimenti - usa la tua mente per udire la veritàdella Sua risposta, non i tuoi sentimenti. Scegli di credere alla verità su te stesso e sul valore che hai da Dio.
  • Comprendi i bisogni che cerca di soddisfare l'omosessualità e in quale altro modo Dio desidera che tu li soddisfi attraverso di Lui e gli altri. Ascoltare te stesso e Dio ti mostrerà quel che Lui sta dicendo sull'immagine che hai di te stesso,  suoi tuoi rapporti e sul tuo stile di vita. Al di sotto dei tuoi problemi e frustrazioni sessuali stanno bisogni profondi di amore e di affermazione. Il sesso può solo sembrare esserti di conforto. Può essere difficile liberarsi da comportamenti sessuali abituali o compulsivi perché forti sono le pulsioni che senti, ma devi venire alle prese con i problemi che senti spesso attraverso l'aiuto che Lui  ti può fornire vegliando su di te. Al tempo stesso deve essere soddisfatto il tuo "desiderio di amore". Il Signore Gesù vuole che noi facciamo l'esperienza dell'amore che può darci Lui ed i fratelli e sorelle in Cristo. Egli non vuole che noi siamo soli, sia nel senso della nostra identità personale, che della nostra spiritualità o privi di umana compagnia. Egli non vuole che la realizzazione di noi stessi dipenda dall'attività sessuale, ma dall'amore di Dio e dall'amore di altri.
  • Riconosci che stai operando alla radice della tua sessualità e accetta il valore della tua storia  le esperienze della tua vita, buone o cattive che siano.

Ricordati che la condanna che la Bibbia fa dell’omosessualità è molto chiara e molto forte. Dio dice che l’omosessualità è “un’abominazione”, cioè cosa che Dio odia, aborre e intensamente detesta. L’Antico Testamento insegna che coloro che commettono il crimine dell’omosessualità dovrebbero essere messi a morte (Le. 18:22, 20:14). Il Nuovo Testamento è in pieno accordo, e Paolo dice che il comportamento omosessuale è “degno di morte” (Romani 1:32). Non si tratta di un’opinione umana, ma del chiaro insegnamento della Parola di Dio.


“Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né glieffeminati, né gli omosessuali (altre versioni dicono:sodomiti), né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio”  1 Corinzi 6:10.


La tua sola speranza è accogliere ciò che Dio dice al riguardo del tuo comportamento peccaminoso. Se vuoi ravvederti dai tuoi peccati e credere in Gesù Cristo, devi prima essere persuaso che il tuo comportamento è sbagliato, perverso e meritevole di condanna. Dopo aver detto che gli omosessuali saranno esclusi dal regno di Dio, Paolo dice: “Or tali eravate già alcuni di voi; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio” (1 Corinzi 6:11). Nella chiesa di Corinto, perciò c’erano pure omosessuali che avevano abbandonato il loro precedente stile di vita essendo stati liberati dal loro peccato. Essi se ne erano ravveduti ed avevano creduto a Gesù Cristo.
Gesù Cristo, come viene presentato dalle Scritture, è la sola speranza del peccatore: Se riponi in Lui la tua fede, tutti i tuoi peccati ti saranno perdonati: “in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12).“poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato»” (Romani 10:9-11).


Il Sacrificio di Cristo è in grado di rimuovere la colpevolezza e la maledizione del peccato di chiunque. La Sua vita perfetta, priva di peccato, viene donata a coloro che credono in Lui. Quando i cristiani appariranno davanti a Dio nel giorno del giudizio, essi saranno rivestiti della perfetta giustizia di Cristo. I credenti possono accedere al paradiso solo per i meriti di Gesù Cristo. Quando Gesù Cristo risorse dai morti il terzo giorno, questo fu la prova che il Suo sacrificio era stato accolto da Dio Padre. Cristo risorse vittorioso sul peccato, sulla colpa, sulla morte e sull’inferno per chiunque ripone in Lui la sua fiducia. 

CONCLUSIONI 



La sofferenza di un omosessuale può essere molto grande e poco comprensibile per coloro che non conoscono questa situazione. In effetti, tutto il nostro mondo è segnato dal dato fondamentale dell’amore eterosessuale. L’omosessuale vive una sofferenza interna, messa in evidenza dagli studi psicologici, ma anche una sofferenza che deriva dal confronto con un mondo che spesso lo giudicherà e lo condannerà. Questo rigetto sarà spesso anche violento. In effetti, ciascuno nell’età dell’adolescenza, attraversa nel suo sviluppo psicologico una fase di ambiguità a livello sessuale. Si può essere, per un certo periodo, attratti da persone dello stesso sesso, senza pertanto essere omosessuale! Se questa tappa della crescita è vissuta male o non portata a termine, ne risulterà una sofferenza psichica. In seguito, ogni confronto con l’omosessualità stimolerà questa sofferenza, che si tradurrà in un comportamento violento. Imparare a considerare una persona omosessuale senza ridurla al suo orientamento sessuale può essere difficile e può portare a riconoscere la propria povertà personale. Di fronte ad una tale situazione, se la Chiesa, nella fedeltà alla Bibbia, riconosce che l’omosessualità vissuta non può essere un bene per l’uomo, essa afferma con vigore, nella stessa fedeltà alla Parola di Dio, che ogni persona, quale che sia il suo orientamento sessuale, ha la stessa dignità e non deve essere assolutamente oggetto di discriminazioni ingiuste. Il messaggio del Vangelo è una fonte di speranza per queste persone e le  comunità cristiane devono essere dei luoghi dove le sofferenze di queste persone vengono capite e accolte. Gli omosessuali allora, con l’appoggio di tali comunità, possono cercare di rispondere alla chiamata di Dio. 

Persone omosessuali testimoniano oggi che essi hanno potuto compiere un cammino verso la salvezza e la liberazione dal proprio giogo con l’appoggio di altri cristiani per costruirsi finalmente una vita felice. Lo sviluppo di relazioni amichevoli e fraterne vissute in comunione con  Cristo è un momento importante di guarigione psicologica e spirituale. L’amicizia con Cristo è certamente il principale appoggio e la guida in questo cammino. Egli è il migliore degli amici e questa amicizia si nutre nella fede. L’omosessuale che desidera andare verso Cristo troverà in Lui un appoggio indispensabile. Egli vuole un legame con tutti, prendendo la persona come essa è, per condurla progressivamente a Lui, con l’appoggio continuo ed incondizionato della Sua misericordia. È un cammino lungo e difficile, ma possibile. È certo che lo sviluppo dell’omosessualità nella nostra società occidentale è un appello per i cristiani a trovare nuovi mezzi per aiutare coloro che sono feriti nella loro sessualità.



“Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore” 
(Atti 3:19)

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